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I materiali per il packaging più utilizzati nel mondo

i materiali per il packaging design

La scelta del materiale da utilizzare per la realizzazione di un packaging è di fondamentale importanza per la riuscita del proprio progetto. La struttura, le caratteristiche fisiche, le specifiche tecniche e le funzionalità di un imballo dipendono strettamente dal tipo di materiale con cui esso viene realizzato.

Carta, cartone, vetro, alluminio, plastica, legno, latta e fibre tessili sono solo alcuni dei materiali che vengono comunemente utilizzati nel packaging design. Ma come avviene la scelta definitiva?

Per poter scegliere in maniera ottimale bisogna innanzitutto conoscere bene le funzioni che il packaging è chiamato ad assolvere. Scatole per spedizioni dovranno essere necessariamente realizzate con materiali differenti rispetto a confezioni destinate alla vendita di un prodotto a scaffale, proprio per via delle loro funzionalità. Generalmente, in base al tipo di prodotto da contenere, alla sua consistenza, allo stato fisico e al suo valore commerciale e in base alla categoria di packaging che si sta progettando, si è più orientati alla scelta di alcune tipologie di materie prime rispetto ad altre.

I materiali per il packaging

Gli imballaggi terziari, ad esempio, vengono generalmente creati utilizzando materiali molto resistenti in grado di proteggere i prodotti posti al loro interno, preservandone l’integrità e assorbendo gli urti. La scelta finale dipende strettamente dalla tipologia di merce contenuta. Prodotti agricoli e industriali possono essere inseriti all’interno di imballaggi semplici: scatoloni, gabbie o casse di legno. La maggioranza dei prodotti di uso comune viene imballata invece in scatoloni di cartone ondulato dotati spesso di inserti protettivi aggiuntivi.

Cartone alveolare o cannettato, polistirolo, polietilene espanso, sacchetti a bolle d’aria, pluriball e poliuretano. E, ancora, carta, trucioli di legno, angolari e cuscini da imballaggio. Questi sono solo alcuni dei materiali di riempimento che possono essere inseriti all’interno delle scatole per proteggere il contenuto durante il trasporto e la manipolazione. Nastri adesivi, colle, regge e punti metallici ne assicurano invece la chiusura. I pallet, infine, ne facilitano la mobilitazione.

I packaging secondari, destinati prevalentemente a raggruppare più unità di vendita, vengono realizzati con materiali differenti scelti in base alla tipologia e alla forma dei prodotti da riunire. Sono packaging secondari le scatole in cartone ondulato che contengono i brick del latte, i film termoretraibili che avvolgono le bottiglie d’acqua, i materiali plastici e i biopolimeri utilizzati per raggruppare più snack insieme, le scatole di latta dei cioccolatini, gli involucri metallici per gli alimenti e i blister per medicinali.

Come vedi, abbiamo di nuovo carta, cartone, plastica, bioplastiche, fogli metallici, latta e accoppiati.

Anche la scelta dei materiali per gli imballaggi primari è fortemente vincolata al tipo di merce da contenere. Infatti, questa categoria di packaging è posta spesso a diretto contatto con il prodotto, condizione che può comportare degli obblighi specifici nella scelta dei materiali per il packaging. Le confezioni alimentari, ad esempio, devono essere realizzate conformemente alle normative per evitare rischi per la salute dei consumatori. Lo stesso vale per i farmaci e per i prodotti per bambini. I liquidi e i prodotti in polvere hanno a loro volta necessità molto specifiche motivo per cui i loro imballaggi “devono avere proprietà dipendenti dalla natura del contenuto ed essere a chiusura ermetica” (dà: imballàggio, in Treccani.it).

Carta alimentare, polimeri, carte politenate, packaging flessibili e bustine termosaldate, materiali coibenti, film e recipienti metallici, cassette in legno e barattoli di vetro sono tra i materiali maggiormente utilizzati per il packaging alimentare. PET, vetroll, cheerpack, accoppiati rigidi, lattine, flessibili e vetro sono molto usati per il contenimento di liquidi. Fialette e flaconi in vetro, bustine termosaldabili, flessibili, tubi in plastica e metallo vengono impiegati invece per i packaging farmaceutici.

Gli esempi sopra riportati sono solo una piccola parte dell’ampia gamma di materiali per il packaging attualmente disponibili sul mercato. Essi fanno parte dei materiali più tradizionali già ampiamente utilizzati in tutto il mondo. Ad essi si aggiungono tuttavia numerosi materiali innovativi di cui parleremo in un secondo momento.

Di seguito ho stilato una breve lista, in ordine alfabetico, dei materiali per il packaging tradizionali più comuni descrivendone brevemente le caratteristiche principali.

A | B | C | F | L | P | V

1. Alluminio

Estratto dalla bauxite, l’alluminio è un metallo leggero, duttile e resistente all’ossidazione. Viene utilizzato per produrre lattine e barattoli e, nella versione in fogli, è largamente impiegato per la realizzazione di packaging alimentari e farmaceutici. I foil in alluminio, infatti, fungono da barriera completa a luce, ossigeno, umidità, batteri e altri agenti esterni, caratteristica che li rende perfetti per l’uso in tali settori.

Curiosità: l’estrazione e la produzione dell’alluminio ha un elevato costo energetico, tuttavia esso è riciclabile al 100% e all’infinito. Attualmente in Italia la disponibilità della materia prima derivante dai rottami sta sostituendo sempre di più quella derivante dall’estrazione diretta della bauxite.

2. Bioplastiche e plastiche biodegradabili

Secondo la definizione dell’European Bioplastics, la bioplastica è “una tipologia di plastica biodegradabile e/o derivante da materie prime vegetali rinnovabili annualmente”. 

Si tratta infatti di un polimero a base biologica derivato dalla biomassa o prodotto da monomeri a base organica che non contiente componenti di origine fossile (carbone o petrolio). Le plastiche biodegradabili  comprendono i materiali polimerici che possono essere degradati dai microrganismi (batteri o funghi) in acqua e gas naturali (anidride carbonica e metano) o in biomassa.

Bioplastica non è quindi sinonimo di biodegradabile. Ci sono materiali bio-based che sono biodegradabili (PLA o acido polilattico) mentre altri, pur essendo a base bio, non lo sono (Bio-PET, PTT, Bio-PE).

Curiosità: quasi ogni oggetto realizzato attulamente con plastiche sintetiche può essere riprodotto facilmente con le bioplastiche.

3. Carta, cartoncino e cartone

La carta è un materiale igroscopico composto prevalentemente da materie prime vegetali (cellulosa e da sostanze fibrose di vario genere). Vista la sua composizione la carta è uno dei principali materiali riciclabili. Realizzata in fogli per feltrazione ed essiccazione può essere arricchita con collanti, cariche minerali, additivi e coloranti. Si classifica in base alla grammatura e, nel caso del cartone ondulato, dal numero di fogli che lo compongono. In base alla sua composizione gode di differenti proprietà fisiche e meccaniche.

Curiosità: secondo l’American Forest and Paper Association, più del 95% di tutti i prodotti statunitensi viene spedito in packaging secondari realizzati in cartone ondulato.

4. Fibre tessili

Le fibre tessili si distinguono in fibre di orgine naturale e fibre sintetiche. La maggioranza di esse possiede buone proprietà meccaniche e tecnologiche.

Canapa, iuta e cotone sono tra le principali fibre tessili naturali utilizzate per produrre sacchi e sacchetti.

5. Latta

Materiale solido e resistente composto da acciaio e ricoperto da stagno, che lo rende altamente resistente alla ruggine. La latta viene ampiamente utilizzata per il confezionamento dei cibi in scatola.

Curiosità: può essere riciclata separando i componenti tramite appositi magneti.

6. Legno

Pioppo, abete, castagno, e altre varietà di alberi vengono spesso utilizzate per realizzare casse, cassette, gabbie, cesti e pallet. Resistente, flessibile e igroscopico, il legno è un materiale naturale, riciclabilebiodegradabile.

7. Polimeri

HDPE/PET

L’HDPE e il PET, rispettivamente polietilene ad alta densità e polietilene tereftalato, sono tra i materiali plastici sintetici più resistenti e rigidi. Sono caratterizzati da un’elevata resistenza all’umidità e vengono utilizzati generalmente per bottiglie (PET), tappi e taniche (HDPE).

LDP/LLDPE

Il polietilene a bassa densità (LDP) e il polietilene lineare a bassa densità sono materiali utilizzati per i packaging flessibili. Entrambi sono soffici al tatto e presentano un’ottima resistenza alla perforazione. Borse, film, tubi flessibili e packaging termoretraibili sono realizzati generalmente in LDPE, più spesso del LLDPE, che è caratterizzato a sua volta da un’elevata flessibilità ed elasticità.

Le materie plastiche vengono spesso utilizzate per rivestire altri materiali per diminuirne la sensibilità all’acqua e ai prodotti chimici nonché la permeabilità ai gas e ai vapori. Si parla in questo caso di materiali accoppiati. È questo il caso del Tetra Pak, composto da cartone, polietilene e fogli di alluminio, e di altri materiali accoppiati.

Curiosità: la plastica rappresenta quasi il 10% della spazzatura che produciamo. Essendo un materiale molto difficile da riciclare, molte nazioni stanno varando leggi tese alla riduzione e all’eliminazione del loro utilizzo a favore delle bioplastiche.

8. Vetro

Il vetro è un materiale duro, trasparente e inerte ma allo stesso tempo molto fragile. La sua inalterabilità chimica lo rende perfetto per l’imballaggio di alimenti, soprattutto liquidi, farmaci e cosmetici. Le bottiglie di vetro vengono spesso utilizzate per contenere alcolici in quanto, rispetto alla plastica, aumentano il valore percepito del prodotto.

Curiosità: anche il vetro è un materiale riciclabile al 100% e, secondo il Glass Packaging Institute, può essere riciclato all’infinito senza perdere qualità e purezza.

Conclusioni

Questa libreria di materiali può essere un utile spunto da cui partire per sviluppare adeguatamente un progetto di packaging affinché assolva alle funzioni richieste. Ovviamente, una conoscenza approfondita delle caratteristiche specifiche di ciascuno dei materiali citati è essenziale per farne un corretto utilizzo. 

Come anticipato, i materiali per il packaging sopradescritti vengono costantemente affiancati (e a volte superati) da soluzioni innovative più performanti. Tra esse è d’obbligo citare i nanomateriali e i materiali nanostrutturati largamente utilizzati per realizzare packaging smart.

Le continue ricerche e innovazioni di settore richiedono studi continui per restare sempre aggiornati. Ci sono diversi siti e numerose organizzazioni che si occupano proprio della raccolta e della categorizzazione periodica di tutti i materiali, nuovi o vecchi che siano. Il mio consiglio? Dai subito un’occhiata a materialconnexion.

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