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Packaging, il venditore silenzioso che non le manda proprio a dire

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Vuoi sapere qualcosa di più sul celebre silent salesman? Allora stai leggendo l’articolo giusto. “Silent salesman“, venditore silenzioso in italiano, è uno degli appellativi con cui spesso ci si riferisce al packaging. Tale denominazione deriva dal ruolo comunicativo e commerciale assolto da quest’ultimo all’interno dei punti vendita e delle campagne pubblicitarie. Infatti, il packaging rappresenta spesso il primo e unico punto di contatto con i consumatori ed è, quindi, il solo venditore che può relazionarsi all’utente per raccontare il prodotto, dare informazioni, sedurre e, soprattutto, vendere.

L’avvento del venditore silenzioso

La necessità dei brand di disporre di un proprio silent salesman è nata con lo sviluppo della grande distribuzione organizzata. Questo nuovo sistema di vendita ha messo le persone di fronte ad una quantità sempre più elevata di prodotti simili tra loro, disposti su uno stesso scaffale, da acquistare senza la possibilità di avvalersi di un’intermediazione esterna. Pertanto, da allora, la scelta d’acquisto del consumatore non è più veicolata dai venditori al dettaglio ma dal suo libero arbitrio.

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In questo contesto l’unico elemento distintivo e informativo è il packaging, il venditore silenzioso capace di differenziare un articolo da quelli della concorrenza e influenzare le vendite.

Le confezioni si trovano, infatti, nella fase di distribuzione del prodotto, un punto strategico della catena di vendita. Grazie a questa posizione privilegiata, esse hanno avuto da sempre la possibilità di instaurare un rapporto speciale con gli acquirenti. In aggiunta, nella fase di consumo, il packaging garantisce, più di ogni altro strumento, la vicinanza tra marca e fruitore, regalando a quest’ultimo una vera e propria esperienza del brand.

Proprio in relazione a queste enormi potenzialità commerciali, il packaging ha assunto, nel corso del tempo, un ruolo sempre più fondamentale per il marketing, che in esso riversa grosse speranze e ambizioni.

Uno strumento di vendita

Sono tantissimi gli studi di packaging design e le agenzie di grafica che si cimentano ogni giorno nella progettazione di soluzioni di confezionamento che siano in grado di comunicare, in silenzio, più di quanto possano fare mille parole. Tutti i loro sforzi progettuali concorrono al raggiungimento di un obiettivo comune: aumentare le vendite per raggiungere il successo.

Creare un buon prodotto è, infatti, solo metà dell’opera. L’altra metà sta nel packaging design. Progettare il packaging di un articolo significa creare un involucro che sia in grado di contenere, proteggere ed esaltare il prodotto, in tutti i suoi aspetti. Ciò significa, inoltre, realizzare una confezione comunicativa e seducente capace di conquistare l’attenzione del consumatore, spingerlo all’acquisto e fidelizzarlo.

La logica alla base di questo processo commerciale è semplicissima. Un bel packaging convince i consumatori ad acquistare un articolo ancor prima di averlo provato. Dopo averlo testato, se soddisfatti della qualità, saranno gli stessi consumatori a preferirne l’acquisto rispetto ai prodotti della concorrenza.

Ma come si può riuscire in questa impresa? Personalizzando l’estetica, studiando soluzioni grafiche e strutturali in grado di favorire l’engagement e strutturando il visual design in modo tale che trasmetta i giusti valori relativi al marchio e al prodotto, preservando, allo stesso tempo, la trasparenza informativa.

Per cominciare, il packaging può – e deve – puntare tutto sul primo impatto visivo che ha sul consumatore per fare davvero la differenza tra lo starsene a scaffale ed entrare nel carrello.

venditore silenzioso packaging sardine josé

I packaging delle sardine José sono un ottimo esempio di venditore silenzioso davvero produttivo. Infatti, per lanciare i propri prodotti, il brand portoghese ha puntato tutto proprio sulle confezioni. I fondatori, aiutati dal creativo Luis Mendonça, hanno realizzato dei packaging simpaticissimi ed originali, interamente pensati out-of-the-box. Lo scopo principale delle loro confezioni è far scegliere e assaggiare per la prima volta le sardine José, alla fidelizzazione ci pensa, invece, la qualità del prodotto.

Conclusioni

In tanti contesti avrai sentito dire che l’abito non fa il monaco, ma, come avrai capito, per le confezioni non è sempre così. Il packaging può fare più che mai il prodotto (e il brand) e proprio per questo è lui il venditore silenzioso perfetto che tutti dovrebbero saper sfruttare al meglio. Infatti, in questi anni in cui la comunicazione visiva la fa da padrona, la potenza commerciale e identitaria del packaging sta diventando cruciale.

Le confezioni, belle o brutte che siano, vengono condivise ormai ogni giorno sui canali più disparati e possono determinare il successo, o la caduta, di un prodotto. Per questo motivo il loro aspetto dovrebbe essere sempre impeccabile e in linea con la corporate image e non dovrebbe mai lasciare nulla al caso.

Il packaging deve, quindi, indossare i suoi abiti migliori per vendersi bene e vendere meglio.

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